Dicono di Noi – 2015

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CARBONARA CLUB 2015

Ecco un locale ‘fuori’ tout court, per chi ama le sensazioni forti a tutto tondo. L’Oste della Bon’ora è ‘fuori’ Roma, in una villetta – con comodo parcheggio privato! – e offre una cucina fuori dal comune, nella varietà (fra tradizione e sapori perduti, o poco noti, oltre alle serate a tema, che offrono anche incursioni gastronomiche nel lontano passato, nei menu d’autore o in quelli classici, storici), e nella qualità di ciò che si assaggia (opera della patronne Maria Luisa ‘Marisa’), fuori dal comune. Per non dire del vulcanico patron Massimo, un vero personaggio, a partire dalla tipica mise, passando attraverso racconti e aneddoti sulla cucina, o del servizio – potenziato dai figli della coppia MM – che è un’esperienza in sé, con sottofondo di Pink Floyd, Led Zeppelin o altri gruppi ‘70/80… Cantina non enorme ma originale, e coerentemente con tutto, capace di offrire belle sorprese.


RISTORANTI D'ITALIA 2015 - L'ESPRESSO

C’è tutto un appassionato nucleo familiare a dedicarsi al piacere degli ospiti in questa dinamica osteria castellana, che presta attenzione anche a un pubblico che va dai celiaci ai vegani. Ma non per questo l’offerta risulta dispersiva, anzi: ci si diverte con una eclettica contaminazione tra classici doc della tradizione del territorio e “prestiti” da altre cucine. Insomma, divertenti rivisitazioni del supplì  del saltimbocca e filetto di pescatrice fritta al sesamo con “brandade”. Da non perdere la classica vellutata di cipolle con foglie di pane croccante, prima di concludere con la coccolante crema della cuoca Maria Luisa. Attento il servizio, gentili ricarichi in cantina. Si 40 euro.


GUIDA MICHELIN ITALIA 2015

Il simpatico titolare, l’oste come ama definirsi, vi guiderà nei sapori della cucina del territorio con piatti stuzzicanti. Ambiente piacevole e accogliente: in sottofondo, la musica della ricca collezione di vinili.

RISTORANTI DI ROMA E DEL LAZIO 2014-2015

Un pranzo di domenica per lasciare alle spalle lavoro e stress? Si fa certamente dall’oste, o meglio da Massimo Pulicati che con la sua bella famiglia composta da Marisa – la moglie – e dai figli Marco e Flavio, riserva sempre una cucina di rango e tanta simpatia ai Castelli Romani. Lui è un personaggio carismatico che non passa certo inosservata e mentre serve ai tavoli o prende la comanda, strappa sempre una risata fragorosa anche ai clienti più riservati. Quest’anno tra i nuovi piatti sono da segnalare una crema di cavolfiore con zafferano e carciofi fritti e uno sforma tino di verza con mortadella di Prato che preludono in un locale molto curato come fosse un salotto di casa tra libri, dischi e bottiglie ovunque, a spaghetto di Gragnano Afeltra con carciofi e vongole o gnocchi con gorgonzola e salvia del loro giardino. Marisa ai fornelli è una garanzia ed è lei che prepara tra le pietanze da mangiare anche nei tavoli all’aperto se la stagione lo concede, il filetto di maiale scaloppato con tortino di zucca o l’evergreen abbacchio servito con una singolare crema di finocchi. Anche i dolci sono superlativi e ci si deve abbandonare alla voluttà del babà preparato in casa con crema Marialuisa, mentre in inverno anche se ipercalorico è ottimo lo scrigno d’inverno, ovvero pasta sfoglia con frutta secca invernale e brandy italiano invecchiato 25 anni.
La chef – Maria Luisa Zaia: “Abbiamo raggiunto i dieci anni di attività e l’impronta che caratterizza il nostro lavoro è rimasta la stessa. Per noi la è passione, colore e sentimento, ingredienti grazie ai quali nessun piatto sarà mai difficile né da preparare né da assaporare. Il cambiamento continuo siamo costretti nel quotidiano non modifica i punti di riferimento; la bussola resta sempre la tradizione che si ritrova nel cuore pulsante di piatti come il “carcotto”, il carpaccio cotto di punta di petto di vitella, dove la base verace si mescola alla sperimentazione senza risultarne stravolta”.
Il sommelier – Marco Pulicati: “Nella nostra cantina abbiamo 450 etichette circa, delle quali il 30% affonda le radici nei vitigni del Lazio. Per la restante parte puntiamo a dare voce a tutti i territori italiani con un’attenzione crescente verso i produttori biologici e tutte quelle piccole realtà che negli ultimi anni hanno spesso sfornato prodotti migliori di quelli con un blasone più affermato. E’ per noi importante individuare la qualità dove il prezzo non è esagerato; è facile proporre grandi vini a prezzi stellari, ma la vera vittoria è permettere ai clienti di bere bene senza svenarsi.”


GAMBERO ROSSO ROMA 2015

Sempre più sulla breccia il bel locale di Massimo Pulicati e della sua famiglia, l’oste in sala a gestire il servizio e a consigliare sul menu coadiuvato dal figlio, con Maria Luisa (la moglie) ai fornelli. Accoglienti le sale interne, ben arredate con alcuni mobili antichi e tanti piccoli dettagli tra cui un vecchio giradischi con alcuni LP. La cucina è tradizionale romana, ma non mancano diversi piatti per vegani, vegetariani e celiaci. Notevole la competenza di Massimo nella scelta di prodotti e produttori di qualità, spesso laziali sia per il cibo che per il vino. Due i menu degustazione, il primo essenziale, il secondo con più portate a 50 euro. Iniziamo con un carpaccio di guancia su misticanza crema di zucchine con gamberi al gomasio e fagioli olive salumi e bruschette. Fra i primi classici come i tonnarelli cacio e pepe, mezzemaniche all’amatriciana o alla carbonara, o degli ottimi tagliolini fave e pecorino. Trippa alla romana e bollito alla picchiapò, oppure seitan per vegetariani e straccetti di scottona alle erbe, accompagnati da ottime patate fritte fatte in casa e dalla misticanza di Irma molto ben assortita. Lo scrigno con pasta sfoglia di primavera, millefoglie ripiena di pere e frutta secca, molto ben fatto ed equilibrato, e la crema di Maria Luisa con fragoline di bosco fra i dolci. Tanta personalità nella carta dei vini con numerose scelte laziale e nazionali.


IL MANGELO 2015

L’Oste, al secolo Massimo Pulicati, la moglie/cuoca Maria Luisa e anche i figli danno vita a “una delle più interessanti esperienze eno-gastronomiche non solo dei Castelli, ma direi della provincia romana”. Lui, “intrattenitore incontenibile” consiglia i vini e illustra i piatti: lei produce delle “gemme” come il carcotto (punta di vitella alle erbe) e la crema che porta il suo nome. Su tutto troneggiano le classiche paste “impeccabili”: carbonara, cacio e pepe, amatriciana in cornucopia. L’ambiente è gradevole “ha l’aria di una casa ben curata”. Menù degustazione da 29 a 50 Euro.


OSTERIE D'ITALIA 2015 - SLOW FOOD

Grottaferrata si conferma un’ottima meta gastronomica: nel ristorante della famiglia Pulicati accoglienza e buona cucina trionfano. Arredato con gusto e semplicità, in estate offre anche uno spazio esterno molto piacevole. Massimo, l’oste, Maria Luisa, sua moglie e chef, e i figli Flavio e Marco compongono lo staff, aiutati in sala da Martina, competente e preparata. Le proposte sono tante, dai menù degustazione con prezzi interessanti (38 e 28 euro) ai piatti per vegetariani, vegani e celiaci, per arrivare a preparazioni radicate nella cucina romana che tuttavia non lesinano spazio alla creatività e alla fantasia. Tra gli antipasti segnaliamo la crema di ceci con baccalà croccante (12 €) e il tortino di indivia e alici di menaica. Come prima, lasagna cacio e pepe con lattuga romana, tagliolini con ragù di faraona al profumo di rosmarino (12 €), l’amatriciana in cornucopia, gli gnocchi di patate al castelmagno, papavero e spinacino croccante. Saltimbocca (12 €), stinco di maiale alle erbe con purè di mele in agrodolce, bollito alla picchiapò e abbacchio al forno con le patate della scelta dei secondi. La selezione di salumi e formaggi è ricca di piccole rarità difficili da reperire altrove, che denotano una ricerca continua e appassionata. Completano il menù contorni di stagione e dolci fatti in casa. Bella la carta dei vini, con ampio spazio alla produzione laziale; per i più esigenti ci sono la carta degli oli e quella dedicata all’acqua.

ALBERGHI E RISTORANTI ITALIA 2015 - TOURING CLUB

“Vos qui stomaco laboratis venite ad me et ego restaurabo”, ossia “Voi che siete stanchi, venite a me, e io vi sistemerò lo stomaco”. Una frase che si addice appieno a questo locale, appena fuori paese. Piccolo e raccolto, offre, in un ambiente che ricorda le atmosfere di una fattoria di campagna, pietanze gustose e originali: crema di piselli di Labico con pancetta croccante , crêpe ai funghi dei Pratoni del Vivaro, petto d’anatra con fichi e cipolle, quaglia in crosta di guanciale, tortino di mele con gelato al Calvados. Inoltre, menu per celiaci, per vegetariani e ottima selezioni di vini.