Dicono di Noi – 2017

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Le Guide dell’Espresso 2017

Un bel locale, curato nei dettagli, segno della grande passione che in esso viene profusa dai proprietari. Garbata anche la musica di sottofondo che rifugge dal digitale e si affida al morbido vinile, cosi come è garbata la cucina che si pone a  metà tra i classici da trattoria e una ristorazione di rinnovata tradizione. Amatriciane e grice non mancano ma apprezzabili sono il filetto di maiale laccato al balsamico e il tortino di broccoli e patate con gamberi. Buona carta dei vini. Sui 40 euro.


Gambero Nazionale 2017

Rinnovare per sentirsi nuovamente a casa, tra i profumi ei sapori di sempre, con una marcia in più. Tavoli classici messi a lucido, sedie trasparenti, illuminazione giusta, tanti libri e una collezione super di dischi che raccontano le passioni e gli intessi di una vita. Quelli di Massimo e Maria Luisa Pulicati che dopo l’intensa esperienza milanese sono tornati più in forma che mai. Entusiasti e orgogliosi raccontare prodotti e ricette del loro territorio. Maria Luisa in cucina rielabora i piatti della trazione o semplicemente d’ispirazione territoriale in chiave contemporanea. Cosi vi potrebbe capitare di iniziare con il saporito carcotto, una punta di vitella aromatizzata alle erbe che fa il vezzo alla porchetta. In primavera è una piacevole sorpresa la crema di piselli con crudo di gamberi. Poi è la volta dei primi generosi come l’amatriciana in cornucopia. Per gli amanti del genere si prosegue con fegatelli con salsa di alloro o gli ottimi straccetti della Granda alle erbe aromatiche. Si conclude con un ottimo croccante di mandorle con crema alla vaniglia e fragole fresche. La cantina ben racconta le produzioni locali e nazionali. Per curiosità aneddoti e storie di cucina c’è sempre lui, l’oste. Perché Massimo ha ancora la sua sedia, quella dell’inizio, e se vi fa piacere si accomoda con garbo e inizia a raccontare.


Gambero Roma 2017

Rinnovare per sentirsi nuovamente a casa, tra i profumi ei sapori di sempre, con una marcia in più. Tavoli classici messi a lucido, sedie trasparenti, illuminazione giusta, tanti libri e una collezione super di dischi che raccontano le passioni e gli intessi di una vita. Quelli di Massimo e Maria Luisa Pulicati che dopo l’intensa esperienza milanese sono tornati più in forma che mai. Entusiasti e orgogliosi raccontare prodotti e ricette del loro territorio. Maria Luisa in cucina rielabora i piatti della trazione o semplicemente d’ispirazione territoriale in chiave contemporanea. Cosi vi potrebbe capitare di iniziare con il saporito carcotto, una punta di vitella aromatizzata alle erbe che fa il vezzo alla porchetta. In primavera è una piacevole sorpresa la crema di piselli con crudo di gamberi. Poi è la volta dei primi generosi come l’amatriciana in cornucopia. Per gli amanti del genere si prosegue con fegatelli con salsa di alloro o gli ottimi straccetti della Granda alle erbe aromatiche. Si conclude con un ottimo croccante di mandorle con crema alla vaniglia e fragole fresche. La cantina ben racconta le produzioni locali e nazionali. Per curiosità aneddoti e storie di cucina c’è sempre lui, l’oste. Perché Massimo ha ancora la sua sedia, quella dell’inizio, e se vi fa piacere si accomoda con garbo e inizia a raccontare.

Slow Food 2017

Lo spirito di accoglienza che caratterizza Massimo, oste per antonomasia, varrebbe già la sosta, resa speciale dall’accurata ricerca delle materie prime, dalla cantina e dalla cucina.

L’Osteria  – Varcata la soglia, l’accoglienza calorosa di Massimo vi farà sentire come tra amici. Vi accomoderete a uno dei bei tavoli anni Cinquanta, uno diverso dall’altro, per i quali alle tovaglie si preferiscono il legno “vissuto” e originali sottopiatti in vetro. Tutto intorno librerie, scaffali con tanti dischi in vinile, mobiletti e lampade di diverso stile che vivacizzano l’ambiente. La cucina a vista è il regno di Maria Luisa moglie di Massimo, cuoca competente e fantasiosa. Tra sala e fornelli anche i figli Marco e Flavio che cercano di rubare il mestiere ai genitori.

La Cucina – Un tocco di arguzia nei piatti rende interessanti e ghiotti i classici veraci romani: parliamo della palla di bollito, della crema di piselli con gamberi dell’ormai canonico carcotto (carpaccio cotto di punta di vitella aromatizzata) che sono alcuni degli antipasti più richiesti. Riusciti gli spaghetti burro e alici con colatura e le fettuccine condite in primavera, con asparagi, uovo marinato, pecorino e pepe. Di sostanza i secondi: fegatelli di maiale in salsa di alloro, abbacchio alla cacciatora. I dolci sono frutto dell’estro del giorno di Maria Luisa. L’eccellente selezione di formaggi privilegia le piccole produzioni locali. La cantina, curata con professionalità, passione e un occhio di riguardo per il biologico, ospita etichette regionali e nazional


Gatti Massobrio 2017

Massimo Pulicati è oste straordinario e istrionico; sua moglie Maria Luisa, chef di grande talento che dimostra in piatti di gran gusto che siano tradizione quinto quarto; vegetariani o proposte più creative; il locale è caldo e curato, la carta dei vini è notevole, il conto onesto.

Pasta all’amatriciana; abbacchio; fegatelli; saltimbocca alla romana; tortino all’arancio con crema di Grand Marnier.


Roma nel Piatto 2017

In questo ristorante di Grottaferrata un’intera famiglia mette al servizio del cliente la propria passione per la cucina e l’accoglienza, curando ogni singolo aspetto. Ad esempio l’ambiente, già molto ospitale nelle diverse salette, ora ha quel guizzo in più grazie ai bei tavoli in legno a vista inframezzati ad altri apparecchiati con belle tovaglie. Da lodare pure la scelta di proporre diversi percorsi degustazione anche per vegani e vegetariani che si affiancano a una carta ben studiata. Non ne esiste invece una per i vini, ma l’istrionico oste si fa perdonare proponendo a prezzi irrisori grandi bottiglie alla mescita richiamando l’attenzione della sala per raccontare l’aneddoto legato all’acquisto delle stesse. Ed è questo forse, il principale motivo per cui si viene qui: mangiare bene in un posto che trasuda passione, come ad esempio quella del figlio per la grande musica suonata da un vinile collocato vicino all’ingresso.

In Cucina

Accolti da un’eccellente vellutata di fagioli servita come appetizer abbiamo dato via al nostro percorso con un saporito tornino di verza con mortadella di Prato e pecorino e delle perle di pera servite in cestino di parmigiano. Strepitosi, poi, gli gnocchi al Castelmagno con spinacino croccante, come abbiamo trovato centrata la crema di lenticchie di Rascino e tortelli al cotechino; imperdibili pure i tagliolini al burro e alici di Cetara. Fra i secondi, poi, abbiamo preferito gli ottimi straccetti alle erbe aromatiche e aceto balsamico, al petto di faraona con castagne, verza e pancetta croccante, buono ma dalla tendenza dolce non contrastata a dovere. Plauso per tutti e tre i dolci provati: la crema Marialuisa (moglie dell’Oste), il tortino di lenticchie rosse decorticate e cioccolato fondente, e la charlotte di mele.

Caffè

Un’ottima tazzina accompagnata da fragranti ciambelline al vino.


La guida MICHELIN 2017 – Italia

Il simpatico titolare, l’oste come ama definirsi, vi guiderà nei sapori della cucina del territorio con piatti stuzzicanti. Ambiente piacevole e accogliente in sottofondo la musica della ricca collezione di vinili.

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