Dicono di Noi – 2016

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Le Guide dell’Espresso 2016

Un locale affidabile e curato, dall’ospitalità calda e professionale. Una cucina tutta da gustare, nitida nella inequivocabile identità regionale all’insegna della schiettezza dei sapori, e sempre eseguita con vivacità e mano leggera. Conquistano la polentina con spuntature e pecorino, quindi un’incisiva ed equilibrata amatriciana in cornucopia di parmigiano, cui far seguire le brandade di baccalà. Si beve bene a prezzi ineccepibili. Sui 40 euro; da 32 a 38 i degustazione.


Ristoranti di Roma e del Lazio 2015-2016 – La Repubblica

Se si vuole fare una gita fuori porta ai Castelli Romani lontano dallo stress cittadino e dalla vita frenetica di tutti i giorni questo è l’indirizzo perfetto. In un ambiente familiare e rilassante Massimo Pulicati con la moglie Marisa e i figli Marco e Flavio, portano in tavola la vera cucina della tradizione preparata a regola d’arte e con sperimentazioni creative. Massimo serve ai tavoli con lo stesso entusiasmo di sempre, facendo battute e intrattenendo ospiti che tra un boccone e l’altro si concedono quattro risate. Oltre ai grandi classici della romanità le novità del 2015 sono il carpaccio di baccalà marinato al lime e bacche di pepe rosa su soffice di patate, i ravioli di salmone con piselli e sesamo tostato, crema di lenticchie di Rascino con tortelli di cotechino, il petto di faraona con castagne, tortino di verza e pancetta croccante, la misticanza rustica con cacio, fiore di Columella e melograno. E per finire non si può non cedere alla tentazione dei dolci come la charlotte di mele o la zuppa inglese alla maniera di Maria Luisa con “Giglietto di Palestrina. Sublimi

Interviste

Maria Luisa Zaia

Passione, colore e sentimento. Quando tra i fornelli si riesce a mettere a sistema queste caratteristiche tutto diventa più semplice, soprattutto se si ha un punto di riferimento solido. Cioè la stessa tradizione di questa terra. E’ da essa che nascono sapori autentici come quello, inconfondibile del burro e alici, accoppiata vincente sul pane e che si rivela tale anche nei tonnarelli preparati in casa che hanno spopolato negli ultimi mesi. La giusta direzione è quella di sperimentare all’interno di una solida base di antichi valori culinari.

Marco Pulicati

Sono ormai 480 le etichette che conserviamo nella nostra cantina e per quanto l’obbiettivo sia quello di dare rappresentanza a tutte le regioni italiane, il 30% delle bottiglie è fortemente ancorato al nostro territorio. La ricerca di piccole realtà che mettono a punto prodotti biologici di alta qualità è diventata cosi una specie di missione, un approccio che ci permette di servire al cliente i vini migliori ma a prezzi  contenuti. E spesso capita che di pescare vere e proprie chicche fuori regione. Come recentemente entrato in carta di Pinot Nero di Elisabetta Dalzocchio.


GUIDA MICHELIN ITALIA 2015

Il simpatico titolare, l’oste come ama definirsi, vi guiderà nei sapori della cucina del territorio con piatti stuzzicanti. Ambiente piacevole e accogliente: in sottofondo, la musica della ricca collezione di vinili.

Gatti Massobrio 2016

Che piacere questo locale, casa di Massimo Pulicati oste straordinario e istrionico e di sua moglie Maria Luisa, chef di grande talento. Si sta bene in tutti i sensi: per l’ambiente caldo e curato; per i piatti sempre goduriosi, che siano tradizione, quinto quarto, vegetariani o proposte più creative, perla carta dei vini intelligentissima (si possono portare anche da casa, senza diritto di tappo); per l’onesta del conto.

Pasta all’amatriciana; abbacchio; fegatelli; saltimbocca alla romana; tortino all’arancio con crema di Grand Marnier.


Roma nel Piatto 2016

In questo ristorante di Grottaferrata un’intera famiglia mette al servizio del cliente la propria passione per la cucina e l’accoglienza, curando ogni singolo aspetto. Ad esempio l’ambiente, già molto ospitale nelle diverse salette, ora ha quel guizzo in più grazie ai bei tavoli in legno a vista inframezzati ad altri apparecchiati con belle tovaglie. Da lodare pure la scelta di proporre diversi percorsi degustazione anche per vegani e vegetariani che si affiancano a una carta ben studiata. Non ne esiste invece una per i vini, ma l’istrionico oste si fa perdonare proponendo a prezzi irrisori grandi bottiglie alla mescita richiamando l’attenzione della sala per raccontare l’aneddoto legato all’acquisto delle stesse. Ed è questo forse, il principale motivo per cui si viene qui: mangiare bene in un posto che trasuda passione, come ad esempio quella del figlio per la grande musica suonata da un vinile collocato vicino all’ingresso.

In Cucina

Accolti da un’eccellente vellutata di fagioli servita come appetizer abbiamo dato via al nostro percorso con un saporito tornino di verza con mortadella di Prato e pecorino e delle perle di pera servite in cestino di parmigiano. Strepitosi, poi, gli gnocchi al Castelmagno con spinacino croccante, come abbiamo trovato centrata la crema di lenticchie di Rascino e tortelli al cotechino; imperdibili pure i tagliolini al burro e alici di Cetara. Fra i secondi, poi, abbiamo preferito gli ottimi straccetti alle erbe aromatiche e aceto balsamico, al petto di faraona con castagne, verza e pancetta croccante, buono ma dalla tendenza dolce non contrastata a dovere. Plauso per tutti e tre i dolci provati: la crema Marialuisa (moglie dell’Oste), il tortino di lenticchie rosse decorticate e cioccolato fondente, e la charlotte di mele.

Caffè

Un’ottima tazzina accompagnata da fragranti ciambelline al vino.


La guida MICHELIN 2016 – Italia

Il simpatico titolare, l’oste come ama definirsi, vi guiderà nei sapori della cucina del territorio con piatti stuzzicanti. Ambiente piacevole e accogliente in sottofondo la musica della ricca collezione di vinili.


Slow Food 2016

L’Oste ormai, lo conoscono tutti: la passione e l’energia che mette Massino nel modo di intendere l’ospitalità a tavola hanno fatto scuola. Il suo locale, piccola bomboniera di gusto arredata con pezzi unici che creano un’atmosfera rilassata  e piacevole, è meta di appassionati della cucina romana verace cosi come di gourmet abituati alle tavole più blasonate. Compongono lo staff Maria Luisa, sua moglie e chef e i figli Flavio  e Marco che aiutati in sala da Martina orchestrano assieme a Massimo un servizio competente e in grado di accogliere tutti. Le proposte sono tante, dal menù degustazione con prezzi interessanti ai piatti per vegetariani, vegani e celiaci, per arrivare a preparazioni radicate nella cucina romana. Tra gli antipasti segnaliamo l’ottimo carcotto (punta di vitella aromatizzata alla erbe), la crema di ceci e baccalà croccante e il carpaccio di baccalà. Citiamo tra i primi l’imperdibile amatriciana in cornucopia che trascina qui gli appassionati di mezza Italia e i tagliolini pane burro e alici. Di secondo,  i fegatelli di maiale avvolti nella rete sono succulenti e cotti alla perfezione mentre chi non ama il quinto di quarto potrà scegliere i saltimbocca della Granda con spinacio croccante selezione di formaggi e salumi e proposta enologica originale e di qualità sia per etichette sia nella maniera di servirle.

“Passione, convivialità e amore per la cucina romana sono la cifra di un locale che sa accontentare clienti e gusti diversi”

Mangia e Bevi 2016

Tradizione, gusto, buoni ingredienti e un pizzico di creatività sono questi gli elementi principali che si riscontrano nei piatti del ristorante. L’oste è Massimo Pulicati che accoglie con simpatia e ilarità i clienti, mentre Maria Luisa in cucina prepara ottimi piatti dove emergono i sapori della tradizione nostrana. Deliziosi gli antipasti come la polentina al sugo di spuntatura e pecorino romano. Da non sottovalutare tra i primi le fettuccine burro e alici, piatto della tradizione povera romana, cosi come la carbonara o scenografica amatriciana servita nella cornucopia. Petto di faraona con castagne verza pancetta, fegatelli di maiale con albicocche secche in salsa di legatura, ma anche trippa, coratella o il lesso alla piacchiapò figurano tra i secondi.