Archivio Dicono di Noi 2011


I Ristoranti d'Italia 2011

“Lunga vita al rock!”, è il motto dell’oste e della sua famiglia. Gloriosi vinili, a scelta, vi faranno infatti compagnia, mentre le ricette ostenteranno grande conoscenza della storia laziale, unita agli omaggi ai prodotti e ai vini del territorio. Non mancheranno, però, riferimenti alla cucina di Francia, piuttosto che ai maestri dei fornelli tricolori. Un’esperienza singolare, fatta di calore umano e di scrigno di pane con broccoli e salsiccia, tagliolini al ragù bianco d’anatra, coda alla vaccinara o coscio d’anatra con fichi e cipolle. Un classico la Crema Marialuisa, e onesta la lista dei vini, con l’indicazione dei prezzi all’origine. Sui 35 euro, oltre ai menu degustazione.


2 Spaghi 2011

L’ambiente familiare di “Massimo” che ci ha messo subito a nostro agio e la cucina della moglie (mi sembra Maria Luisa) sono eccezzionali… Lui rivisita i piatti della vecchia cucina romana ai giorni nostri esaltandone i sapori, ed i suoi consigli sui vini da abbinare sono stati eccezzionali.
Da provare assolumante la matriciana in cornucopia di pecorino e la crema Maria Luisa. Sono rimasta colpita anche dalla lista dei vini ed addirittura delle acque straniere (mai vista una cosa cosi)!
L’ambiente caldo ed il servizio al tavolo dei figli è stato perfetto condito dall’allegria ed esuberanza di Massimo e dalla professionalità della moglie.
Prezzi medio alto assolutamente adeguati all’offerta.


Guida Michelin 2011

1 Forchetta
Un Localino che promuove la vera cucina  romana in un ambiente piacevole, sovrastato dalla contagiosa simpatia del titolare: prodigo di consigli e suggerimenti. In Sottofondo la musica della ricca collezione di vinili.


I Ristoranti di Roma 2011-2012

Chef di stazza e di simpatia Massimo Pulicati, con la simpatica moglie Maria Luisa e i figli Flavio e Marco, al timone di questo locale da anni. Accogliente e raffinato, illuminato come un salone di casa con tanto di flebili fiammelle di candele sul tavolo, il loro ristorante è il regno della sana cucina tradizionale. Appena arrivati il benvenuto di coppiette di carne servite con una piadina di farina di lenticchie fritta e croccante, fa intuire subito che qui in cucina non si scherza. Poi sulle tovaglie candide arrivano crema di cipolle con cubi croccanti di pane alla salvia, bruschettine con tortino di broccolo romanesco e salsiccia, polentina al cucchiaio con bocconcini di carciofo avvolti in pancetta croccante che preludono al saporito raviolo d’osso buco con burro e salvia, agli gnocchi al radicchio e bergader, al cannellone al gamberone rosso al forno con dadolata di basilico e pomodori. Le pietanze rintracciano sapori antichi ed è una sinfonia di sapori tra coniglio alla senape, stinco di maiale al forno con marmellata di mele, quaglie in crosta di guanciale, nonché i classici della romanità tra fegatelli con alloro e cipolla, trippa alla romana, bollito picchiapò, coda alla vaccinara. Il pranzo o la cena si chiudono in modo goloso soccombendo con gioia allo scrigno di pasta sfoglia ripieno di frutta di stagione, servito su crema al Grand Marnier.

Piattto da non perdere: Fegatelli con alloro e cipolla.

Le Guide del Gambero Rosso 2011

Una famiglia al lavoro, con ottimi risultati. Maria Luisa Pulicati in cucina dimostra di saperci fare, come del resto il marito Massimo e i figli in sala. Un locale piacevole, con evidenti segni di passione e “cultura” del cliente, e non a caso abbiamo notato un’altissima percentuale di appassionati gourmet ai tavoli. C’è un’intelligente lista dei vini, con una bella scelta anche di francesi a prezzi contenuti; ci sono etichette di acqua minerale anche per i più curiosi; ci sono due menu degustazione piuttosto convenienti. Perciò quando assaggiamo i piatti non restiamo sorpresi: uova di quaglia con lamelle di tartufo bianco, ravioli cacio e pepe, amatriciana in cornucopia di pecorino, guancia di vitello (dedicata a Veronelli), bavarese di pistacchio, torta charlotte di mele, crema “di una volta”. Davvero soddisfacente, un posto che fa senz’altro venire voglia di tornare.


La Gola in Viaggio 2011

Simpatico e loquace il signor Massimo, abile oste che da quindici anni, con tutta la famiglia, gestisce questo locale. In sala dirigono cordialmente i figli Marco e Flavio, ai fornelli la signora Maria Luisa si dedica ad una cucina romana rivisitata. Encomiabile il rispetto delle tecniche: dalla distinzione delle batterie di pentole per tipi di cucina (tradizionale, vegetariana o per celiaci), all’attenzione nella realizzazione di piatti quali rigatoni con sugo di coda, ravioli di baccalà sotto letto di ceci, scrigno di pane con broccoli e salsiccia, pastella di fagioli con gamberi. Spesa alla carta sui 35 euro, menu degustazione a 35 e 38 euro. In settimana apre solo la sera. Piccola curiosità: è qui consentita l’usanza (d’ispirazione americana) di portare il vino da casa propria.


La Guida delle Guide 2011

Gambero: 8
Espresso: 8
Michelin: 7
Touring: -
Accademia: -
Il voto di Class: 7,5


Osterie d'Italia 2011

Ospitata in una piccola villa nel cuore dei Castelli Romani, sulla strada che congiunge Grottaferrata a Marino, questa osteria rinnovata si conferma come un indirizzo di sicuro valore. Si viene calorosamente accolti dall’Oste, al secolo Massimo Purificati, vero motore di tutto il locale. In cucina opera la moglie Maria Luisa, per tutti Marisa, il cui garbo silenzioso fa da contrappeso all’esuberanza del marito. A completare la squadra i figli Marco e Flavio che, tra uno stage di perfezionamento e l’altro, danno un aiuto in sala. Nei due ambienti i tavoli ben distanziati tra loro (in estate occupano in parte il piccolo dehors) e apparecchiati con un tocco di eleganza ben predispongono a un menù che si apre con la sezione “antepasti” da cui scegliere bruschette con pane cotto a legna, carcotto (punta di vitello porchettato al vincotto), una delicata vellutata di zucchine con code di gamberi o le perle di pere in nido di parmigiano. Primi e secondi non dimenticano la tradizione laziale, su cui si inserisce un po’ di elaborazione personale: amatriciana in cornucopia di pecorino, gnocchi alla carbonara, spaghetti cacio e pepe, ravioli trippa e pecorino, cui far seguire la coda alla vaccinara, i fegatelli di maiale, il pollo alla cacciatora, il coniglio brasato al burro con fiori di lavanda, la trippa o lo stinco di maiale.

Si conclude con deliziosi dessert ben presentati. Interessante la carta dedicata ai vini regionali con incursioni di qualità nel resto d’Italia e alcuni richiami alla Francia.


Guida Touring Club 2011

A breve distanza dal centro del paese, un locale elegante e raffinato, con pochi coperti ed un servizio puntuale ed attento. Ristorante a conduzione familiare, in sala Massimo racconta con passione la cucina della moglie Maria Luisa, che sceglie con cura i prodotti e li accosta con maestria dando vita a pietanza gustose e non banali.


 

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