Archivio Dicono di Noi 2006


Osterie d'Italia 2006

A questo piccolo locale introduce l’insegna realizzata dall’illustratore Pablo Echaurren e all’interno ci accolgono due salette gradevoli e curate (altri posti sono disponibili all’esterno). Dopo diverse esperienze nella capitale, i proprietari Massimo e Maria Luisa – ora coadiuvati dai figli Marco, in sala, e Flavio, specializzato nella pasticceria – hanno scelto Grottaferrata, dove propongono piatti ispirati alla tradizione, realizzati con materie prime di qualità e non esenti da rivisitazioni intelligenti e centrate.
Consigliamo, per cominciare, l’antipasto dell’oste composto da coppiette (striscioline di carne essiccata e speziata), affettati, guanciale e lonza di testa o la crema di zucchine con pancetta croccante o, ancora, le perle di pera con parmigiano. Tra i primi piatti, oltre al classico cacio e pepe, troviamo una convincente amatriciana presentata in cornucopia di pecorino, la calamarata con sugo di cipolla e, entrambi fatti a mano, le fettuccine alla boscaiola o gli gnocchi. Seguono la coda alla vaccinara, impeccabile quanto a realizzazione, il pollo alla romana, il coniglio alla cacciatora, il brasato di gaffo (guancia di vitella cotta con erbe aromatiche e vino rosso) oltre ad alcune proposte di pesce. Il tutto accompagnato da ramolacci (verdura spontanea locale), misticanza con papavero e arancia, verdure all’agro o ripassata in padella. Infine dolci della casa, come la crema Maria Luisa o il millefoglie espresso.
Buona la carta dei vini e dei distillati, con selezione di etichette laziali a ricarichi onesti. A fine pasto interrogate il patron sul vostro destino: se è in vena Massimo legge volentieri i tarocchi ai propri clienti.


I Ristoranti di Roma 2005-2006

Deliziosa osteria alle porte dei Castelli romani dove l’ostessa Maria Luisa Zaia e l’oste Massimo Pulicati stanno tirando fuori la loro parte migliore. A cominciare dai figli Marco, bello e professionale (in sala) e Flavio, appena quindicenne e già un talento nell’arte pasticcera (il suo millefoglie espresso è sorprendente) fino all’amatriciana servita nella cornucopia di pecorino croccante che vale la gita. Fra testi di Carnacina, tarocchi e pietre magiche (l’esuberante Massimo sa leggerli) trovate un repertorio di ricette laziali rivedute e aggraziate dalla mano felice della patronne. Ogni piatto sa di casa e di cultura territoriale come la crema di zucchine con guanciale croccante (da bis), i ramolacci in padella (verdura spontanea raccolta da loro), gli gnocchi fatti a mano, come le fettuccine alla boscaiola, la guancia di vitella brasata al vino rosso (da applauso). Seconda giornata l’ostessa fa spesa e prepara orecchiette pesto e mazzancolle, zuppa di zucchine con gamberi di fiume, coniglio alla cacciatora. Dolcetti cotti a legna, vini d’intelligente scelta laziale (il “loro” rosato è da ordinare) e brillante carta degli oli. Menu dell’Oste a 18 euro (22 di pesce), menu bambini a 12 euro.


I Ristoranti di Veronelli 2006

Piatti : rispetto rigorosodella scelta degli ingredienti e di ogno gesto della loro preparazione ; eccole credenziali di questa cucina ;meritano segnalazione : crema di zucchina con nastri di pancetta croccante ; ramolacci e patate saltati in padella con zucchine ( Massimo lo abbina al Vigna Adriana ); pasta e fagioli;fettuccine di nonna Anna alla boscaiola;
ravioli di salvia con pesto di asparagi e mandorle tostate ; trippa alla romana; coda alla Vaccinara ;
brasato di “gaffo” ( guanciale di vitello ) Veronelli
( omaggio degli amici patron al nostro Gino ).
Dolci : crema catalana ; ciambelline al vino ; millefoglie con crema ai frutti di bosco
Formaggi : caprino di Orte, pecorino dell’Abbazia di Farfa “molle”del parco dell’Appia Antica
Olio d’Oliva : elettiva serie
Vini : lodevole carta laziale


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